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Storia del Palermo

 

Correva l'anno 1897, quando il football arriva a Palermo grazie ai marinai dei mercantili inglesi di Sua Maestà il Re d'Inghilterra, che ingaggiano vere e proprie sfide con i portuali nello spiazzale fangoso del porto di Palermo. Già un anno più tardi, nell'Aprile del 1898, si ufficializza la nascita dell'Anglo Panormitan Foot Ball Club, con a capo il console Giuseppe Whitaker, nato a Palermo nel 1850. I primi colori sociali sono rossoblu gli stessi che l'anno dopo saranno mutati in rosanero: i colori del dolce e dell'amaro. Leggenda vuole che i nuovi colori nascano da un errato lavaggio delle maglie rossoblu inaspettatamente scoloritesi. Nello stesso anno (il 1899) viene cambiata la denominazione sociale in Palermo Foot Ball and Cricket Club. Già negli anni '30 il Palermo conquista la sua prima serie A, dopo però la prima radiazione della sua storia dai ranghi federali per motivi economici nel 1926 e dopo la rinascita del '28 sotto la denominazione di Palermo Sport Club. Il 24 Gennaio del 1932 viene inaugurato, contro l'Atalanta, il nuovo stadio, capace di accogliere ben 15mila spettatori, che prende il nome dapprima di Littorio, in seguito di Favorita, denominazione che conserverà sino al 2002, anno in cui l'impianto verrà dedicato allo scomparso Renzo Barbera, Presidentissimo del Palermo, l'ultimo che ha portato i RosaNero in serie A. Dopo quattro anni nel massimo campionato (in cui si raggiunge il miglior piazzamento di tutti i tempi, il 7° posto), la squadra disputa onorevoli tornei nella cadetteria fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Da notare è che durante il periodo fascista al Palermo fu ordinato di cambiare i colori sociali da rosanero in giallorosso che erano (e sono tuttora) i colori municipali. Ritorneranno rosanero solo dopo la guerra e precisamente nel 1947 con la ricostituzione della società e la nuova denominazione di Unione Sportiva Palermo. Nel campionato '39-40 arriva la prima retrocessione sul campo della squadra in serie C e definitivamente nel 1940 la società viene nuovamente radiata per problemi economici. Come detto, la rinascita del Palermo coincide con la fine della guerra e finalmente nel '49 la squadra riabbraccia la serie A riuscendo a rimanerci per sei campionati consecutivi (record fino ad ora mai eguagliato). Tra gli anni '60 e '70 il Palermo acquista dalla stampa la fama di "squadra ascensore": è proprio in quegli anni, difatti, che i RosaNero vagano continuamente fra la serie A e i cadetti (dove fra l'altro i Rosa detengono il record nazionale di presenze con 40 in tutto, seguiti da Vicenza e Monza con 38). Ma proprio agli inizi degli anni '70, precisamente il 4 Maggio 1970, Renzo Barbera ricopre la massima carica della dirigenza della società. Il Presidentissimo, soprannominato in Sicilia "l'ultimo dei Gattopardi" per l'ineguagliabile stile che lo contraddistingueva, riesce a riportare il Palermo in serie A per l'ultima volta nella sua storia, nel 1973, regalando fra l'altro le due finali di Coppa Italia perse ambedue nel '74 contro il Bologna ai rigori (dove si distinse l'arbitro Bulgarelli, che per onestà nella direzione di gara non si fatica a paragonarlo al celeberrimo Moreno) e nel '78 contro la Juventus. Finita l'era Barbera, finisce il grande calcio a Palermo. Nella stagione '83-84, infatti, si incorre nella seconda retrocessione in serie C, ma è nel 1986 che accade la tragedia: il Palermo viene, per la terza volta, radiato dai ranghi federali per inadempienze finanziarie e solo nel campionato '87-88, con la pomposa denominazione di Unione Sportiva Città di Palermo che possiede tuttora, gli viene concesso il privilegio di ripartire dalla C2 invece che dall'umiliante Eccellenza (privilegio, riservato per blasone, bacino d'utenza e importanza della tifoseria, fino ad ora solo alla Fiorentina nell'estate 2002 ed appunto ai RosaNero). Risalito immediatamente in C1, riesce a conquistare la serie B solo nel '91-92, dove peraltro viene nuovamente retrocesso. E' in questi anni che il deleterio duetto presidenziale Polizzi-Ferrara (ma poi in un secondo momento solo Ferrara) riesce a far toccare al Palermo i punti più bassi della sua gloriosa storia, culminati nella prima ed unica retrocessione sul campo in serie C2, nel disgraziato campionato '97-98 (retrocessione fortunatamente cancellata con il ripescaggio grazie alla radiazione dell'Ischia). L'unica nota positiva di questo periodo rimane la conquista della Coppa Italia di serie C, vinta ai danni del Como nella stagione '92-93. Per il resto pochi campionati stentati in B e molti in C1. La svolta storica avviene finalmente nel 2000 con il passaggio della società a Franco Sensi, proprietario anche della Roma, e con la nuova conquista della cadetteria cui un anno più tardi seguirà l'acquisizione della squadra da parte di Maurizio Zamparini, grazie al quale si sono riaccese le speranze di serie A tra la gente di Palermo: tra i più anziani, legati ancora ad un ricordo sbiadito delle maglie rosanero lottare contro le grandi del calcio italiano, e tra le nuove generazioni che il massimo campionato non l'hanno mai conosciuto.

 

 

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